MINISTERI: E’ ARRIVATA LA BUFERA!!! SCIOPERO GENERALE 19 GIUGNO

 

 

MINISTERI: E’ ARRIVATA LA BUFERA SCIOPERO GENERALE! 

RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

 

Roma, 16 giugno 2014. Dalla lettura delle prime pagine di tutti i quotidiani nazionali e delle bozze dei provvedimenti annunciati dal governo il 13 giugno scorso risultano ormai evidenti i contenuti reazionari della contro-Riforma della P.A. del governo Renzi.  

Riordino degli uffici centrali e periferici: è previsto un vero e proprio smantellamento della presenza dello stato nei territori da attuarsi mediante l’accorpamento delle diverse funzioni e la riduzione dei presidi “periferici” su base regionale (da un minimo di 20 ad un massimo di 40 complessivi su tutto il territorio nazionale) che coinvolgerà Prefetture, Uffici del Lavoro, Uffici dell’ Economia e Finanze, Uffici e Presidi della Difesa, Uffici Giudiziari e quant’altro. È chiaro che un’operazione di tale portata pone le basi per la creazione di decine di migliaia di esuberi e … la medicina alla malattia da loro inoculata … è contenuta nel blister della riforma della P.A. che sancisce la definitiva devastazione del welfare, dei diritti e delle tutele nel nostro paese, accompagnata dalla diaspora dei pubblici dipendenti o, nel “migliore dei casi”, la messa in povertà di una parte considerevole degli stessi.

Mobilità coatta per i pubblici dipendenti: i lavoratori possono essere trasferiti, senza alcuna forma di assenso preventivo, in un nuovo posto di lavoro nell’arco di 100 chilometri (secondo il testo, entro i 50 chilometri le diverse sedi di lavoro sono considerate “stessa unità produttiva” mentre tra i 50 e i 100 chilometri lo spostamento deve essere motivato da esigenze produttive e organizzative).

Demansionamento con riduzione dello stipendio in caso di esuberi: i lavoratori considerati in eccedenza possono chiedere di essere riconfermati in servizio se accettano la ricollocazione nella posizione economica inferiore.

Mancato rinnovo contrattuale: è previsto il solo rinnovo contrattuale normativo, finalizzato ad eliminare i pochi diritti dei lavoratori rimasti, mentre il rinnovo economico, scaduto nel 2009, resta bloccato fino al 2020.

Dimezzamento distacchi, aspettative e permessi sindacali (compresi quelli spettanti alle RSU): vengono ridotte del 50% tutte le agibilità sindacali per disinnescare qualsiasi tipo di resistenza e di salvaguardia dei diritti collettivi dei lavoratori. Si tratta di un ridimensionamento del sindacato complice e collaborazionista ma soprattutto di una vera e propria “riduzione al silenzio” per un sindacato conflittuale e antagonista come USB.

Queste le principali “novità” contenute nella riforma (autoritaria) della P.A. del Governo Renzi che, facendo buon uso di 20 anni di propaganda denigratoria e diffamatoria contro i pubblici dipendenti, innesta la manovella del tritacarne per ridurre in polpette i lavoratori e i loro diritti.

Mai come adesso lo sciopero generale della P.I. e delle società partecipate operanti nella P.A. indetto dalla USB per il 19 giugno è necessario.

Dai Ministeri, in particolare, è assolutamente indispensabile che i lavoratori diano un chiaro segnale e dimostrino con la lotta e la partecipazione di non essere disponibili a fare gli agnelli sacrificali della “rivoluzione renziana”.

Ormai non è più tempo di facili rassicurazioni. Da oggi nessuno può avere più l'alibi di non aver capito la portata della posta in gioco!

USB P.I. MIT                                                    USB P.I. - Esecutivo Nazionale Ministeri

 

 

PARTECIPATE !!!

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A Roma 
manifestazione regionale  Lazio, con corteo da piazza della Bocca della Verità

a Piazzetta Vidoni
 presso ministero Funzione Pubblica,

a partire dalle ore 10.

MAPPA MANIFESTAZIONI REGIONALI SCIOPERO

LEGGI SOTTO L'APPELLO DELLE RSU

 


COMUNICATO STAMPA

 

SCIOPERO P.A.: USB, DAL LAVORO PUBBLICO UN DURO MONITO A RENZI

 

Migliaia di lavoratori e lavoratrici hanno dato vita questa mattina alle tante manifestazioni regionali, organizzate in occasione dello sciopero generale del lavoro pubblico, indetto dall’USB per l’intera giornata di oggi.

 

Chiusi in tutta Italia centinaia di uffici e servizi pubblici, musei, siti turistici.

A Roma circa 5.000 manifestanti hanno raggiunto in corteo il ministero della Funzione Pubblica. Oltre mille a Milano, a piedi e in biciletta, hanno fatto tappa nei punti nevralgici della città – dalla Croce Rossa alla sede dell’Expò – bloccando la stazione ferroviaria Cadorna. Circa mille anche a Bologna, dove ha sfilato “la Rabbia Giusta” dei lavoratori; altrettanti in corteo a Napoli, confluiti poi sotto la Prefettura. A Bari è stato allestito il “treno della protesta”, che in un tour immaginario tra “i ruderi dello stato sociale”, ha raggiunto diversi edifici pubblici (Inps, Inail, Rai, Presidenza della Regione). A Catanzaro, occupati gli uffici del dipartimento Controlli Amministrativi della Regione Calabria. Affollate manifestazioni  anche a Venezia, con corteo nelle calli presso la sede della Regione Veneto, ed a Torino, Firenze, Genova, Palermo, Cagliari.

 

Dai Vigili del Fuoco agli Enti locali, dai Ministeri, al Fisco alla Scuola; operatori della Sanità accanto a quelli dell’Inps e della Ricerca, con una consistenze rappresentanza dell’Istituto Superiore di Sanità recentemente commissariato: tanti i lavoratori pubblici di tutti i comparti, scesi in piazza contro la “riforma” Renzi della Pubblica Amministrazione, che distrugge i diritti, i servizi pubblici e il welfare.

Eccezionale anche la risposta dei lavoratori delle società controllate dagli enti locali: dall’igiene ambientale, agli autoferrotranvieri, all’energia; i Lavoratori Socialmente Utili, gli esternalizzati, i dipendenti delle ditte appaltatrici.

La fortissima presenza in piazza dei precari dimostra come questi abbiano ben compreso che, al di là dei proclami,  la “riforma” apre concrete prospettive di licenziamento senza nessuna possibilità di stabilizzazione

 

Si tratta di migliaia di lavoratori e lavoratrici in carne e ossa – una realtà ben diversa dalle e-mail  sbandierate dal ministro Madia -  che dicono No a una P.A. ridotta a sportello per le imprese e concretamente rivendicano lo sblocco economico immediato dei contratti pubblici, buona occupazione, lavoro stabile, reinternalizzazione dei servizi, investimenti nella P.A. per rilanciare il welfare. Che chiedono anche democrazia nei luoghi di lavoro, e respingono al mittente la demagogia con cui si vogliono distruggere decenni di diritti e conquiste sindacali.

 

Una giornata di lotta che lancia un duro monito al governo Renzi e costruisce un ponte con la prossima mobilitazione del 28 giugno, la manifestazione nazionale a Roma che aprirà il “Controsemestre europeo” per rompere la gabbia dell’UE.

 Roma, 19 giugno 2014

SCIOPERO GENERALE UN DURO MONITO A RENZI