”L’Italia può farcela a realizzare le infrastrutture”, parola del Ministro dei Trasporti Graziano Delrio, ma intanto la Motorizzazione Civile è nel caos.

Motorizzazione di Brescia caso emblematico:

sospesi per le revisioni “facili” e reintegrati in servizio
gli 8 lavoratori tecnici.

Strumentazione da rottamare.

Brescia -

Solo in data 30/11 si leggeva su un quotidiano locale di Brescia della grave situazione circa i ritardi per il conseguimento delle patente di guida presso quella  Motorizzazione: conti alla mano, esubero di 3000 cittadini all’anno, ormai impossibili da smaltire nei tempi,  con il rischio di dover ripetere procedure e vedersi raddoppiare  le spese.

 

Poi, nei giorni scorsi il “colpo di grazia”, per intervento della Procura Bresciana verso 8 lavoratori con l’accusa di aver revisionato irregolarmente diverse centinaia di mezzi pesanti. Tutti sospesi dal servizio,  con la conseguente paralisi dell’UMC di Brescia.

 

Ignorata dalla stampa nazionale, la notizia trovava eco sulla stampa locale, più attenta agli operatori del settore:  “Il Caos della Motorizzazione Civile di Brescia ora diventa drammatico - Bresciaoggi”  oppure “Finora eravamo col fango al collo ora lo stiamo ingoiando - Federazione Provinciale Autotrasportatori”.  Scenari, fuor di metafora, purtroppo reali.

 

Ma a fine settimana scorsa  il Giudice per le indagini preliminari ha invece revocato  i provvedimenti di sospensione per i lavoratori, che tuttavia  rimangono indiziati per l’ipotesi di falso ideologico.

Il  GIP scrive:  sono “emerse circostanze neppure immaginabili” e cioè soprattutto che la strumentazione revisioni era ed è in gran parte inutilizzabile.  Ammette poi il magistrato che “è paradossale che gli Uffici Motorizzazione non dispongano di tutta la strumentazione necessaria abdicando alle funzioni conferitagli dalla legge”.

 

La sede di Brescia riparte, quindi tutto risolto? Ovviamente no e le indagini faranno il loro corso.

Ma quanto emerso è pacifico, La Motorizzazione è alla canna del gas.

 

Paradossale è che i lavoratori vivano ormai non solo nel disagio, ma nella paura, denuncino ai dirigenti quanto accade, come nel caso della Motorizzazione di Pavia coordinata da Brescia, ed ottengano in risposta  minacce, per nulla velate, di provvedimenti disciplinari.

Paradossale è che un dirigente che  elabora i “turni operativi” di una Motorizzazione,  come nel caso di Brescia, cioè la quantità dei veicoli giornaliera da revisionare  e il numero degli operatori che debbono espletare tali  operazioni, non vigili e non si accorga di centinaia di veicoli irregolari in eccesso, oppure che la strumentazione è inutilizzabile e da rottamare?   E non è cosa da poco.

Paradossale è che in tale contesto i dirigenti raggiungano il 100% dei premi e dei loro obiettivi di “facile” produttività e si indaghi solo sui funzionari.

Grave è la lentezza e la scarsa  determinazione, quando non l’omissione, di atti di responsabilità dei dirigenti locali e compartimentali che dovrebbero  denunciare con coraggio ai vertici quanto accade a tutela dei dipendenti e dell’Ufficio.

Sospetta invece la solerzia di alcuni dirigenti nel rilasciare dichiarazioni stampa ormai quotidiane, quando si tratta di ”autodipingersi” come incolpevoli eroi e non  concausa del caos organizzativo.  Lo stesso dirigente della Motorizzazione di Brescia, Ing. Lorenzo Loreto intervistato, se la prende infatti, oltre che con la carenza di personale nota anche ai sassi, con i lavoratori che avrebbero ritirato la disponibilità a farsi spedire allo sbaraglio  ai quattro angoli delle province lombarde, spesso in orario straordinario ed ormai terrorizzati dal rischio di subire inchieste, per come sono costretti ad operare.

Inaccettabili,  totalmente, le dichiarazioni stampa del  suddetto “creativo” dirigente pubblico, che pur di rassicurare autoscuole ed operatori imbufaliti, si  spinge ad auspicare  di sostituire il personale mancante con gli studenti del triennio  scuole superiori che potrebbero, così,  svolgere i famigerati percorsi alternanza Scuola-lavoro inserendo dati !

Più evidente appare  la ricetta dei governanti al soldo delle attuali politiche  mercantili  europee:  portare al collasso funzionale la Motorizzazione e sulle sue macerie innestare la malapianta della privatizzazione, sottraendo altre funzioni di tutela della sicurezza dei cittadini allo Stato centrale e passando casomai attraverso la fantomatica Struttura/Agenzia,  pure abbozzata nella legge Madia,  utile solo a regalare buone poltrone ai soliti noti e governare il suddetto progetto di smantellamento.

La USB PI pretende intanto  doverose  dichiarazioni da parte dell’ing. Giorgio Callegari  Direttore Generale della direzione Nord–ovest  (Piemonte , Lombardia e Liguria) su quanto sta accadendo soprattutto a Brescia ed altre province senza mezzi e personale e tutelerà in tutte le sedi i lavoratori che non accettano più di svolgere le operazioni amministrative e tecniche, di revisione, collaudo e di esami patente, senza adeguate disposizioni e misure di controllo che gli permettano di  espletare quanto dovuto in ossequio alla  normativa vigente e soprattutto di lavorare in un clima di serenità e  trasparenza.

Il Ministro Delrio manifesti, seppure a fine legislatura, se il Governo è in grado di indicare un progetto di riorganizzazione della Motorizzazione Civile e dell’ACI/PRA, di un piano assunzionale serio e delle modifiche normative necessarie per garantirne le funzioni istituzionali o si prenda la responsabilità dello sfascio cui ha condotto il settore.      

 

18 dicembre   2017

USB PI MINISTERO INFRASTRUTTURE E TRASPORTI