23 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE !

Nazionale -

Roma – martedì, 20 ottobre 2009

La crisi economica materializzatasi nella chiusura delle fabbriche, nella perdita di posti di lavoro, nell’impoverimento dei salari, nel peggioramento delle condizioni di vita delle famiglie italiane sta determinando una vera e propria crisi sociale.

Il Governo invece di garantire un’equa distribuzione della ricchezza e migliorare lo stato sociale, continua imperterrito ad elargire soldi alle banche ed alle imprese.

Queste ultime pur di mantenere inalterati i loro profitti non esitano a chiudere e licenziare mettendo in mezzo alla strada migliaia di famiglie italiane: il gioco perverso è quello di socializzare le perdite e privatizzare gli utili.

In questo contesto l’attacco frontale alla P.A. è strumentale al progetto, tanto caro ai vari governi succedutisi, di smantellamento e privatizzazione dei servizi pubblici, ha subito un’accelerazione da parte di questo Governo, il quale pur di erogare fiumi di denaro alle banche e alle imprese, non ha esitato a tagliare risorse indispensabili al buon funzionamento ed all’erogazione dei servizi utili alla collettività.

Le scellerate scelte politiche, operate sul fronte della Pubblica Amministrazione, hanno lasciato tutt'altro che indenne il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e i lavoratori continuano a subirne gli effetti nefandi: tra tagli ai bilanci, blocchi delle assunzioni e dei passaggi economici,  il riconoscimento, solo a parole, e la mancata effettiva  valorizzazione  da parte del vertice politico delle funzioni rese ai cittadini dai lavoratori del Ministero Infrastrutture e Trasporti, le cattive relazioni sindacali, le condizioni di lavoro  peggiorano di giorno in giorno.

La beffa è che il cittadino è convinto, dalla campagna mediatica sui pubblici dipendenti fannulloni, che tutto ciò che non funziona è esclusiva colpa dei lavoratori. Lo scippo della scala mobile, il furto degli scatti biennali, l’aumento degli stipendi legato ormai solo all’inflazione programmata, il passaggio dalla lira all’euro, hanno fatto sì che il potere di acquisto dei salari perda sempre più consistenza impoverendo irrimediabilmente i lavoratori.

A peggiorare le cose è intervenuto il decreto legislativo in attuazione della legge delega 15/09 che modifica il modello organizzativo della Pubblica Amministrazione distruggendone funzione, servizi e dipendenti pubblici. Inoltre in esso si afferma che il salario accessorio (F.U.A.) non può più essere erogato come produttività collettiva ma sarà legato esclusivamente alla ‘meritocrazia clientelare’.

Con il rischio che incentivare logiche clientelari, in un dicastero che non ha a tutt'oggi fatto della trasparenza il proprio cavallo di battaglia, abbia ripercussioni su  fenomeni di corruzione e non certo in senso riduttivo.

E’ chiaro che l’applicazione di questi criteri per i lavoratori dei ministeri, oltre che intollerabili perché i soldi di tutti saranno distribuiti a pochi, sarà devastante perché la produttività collettiva, visti i magri stipendi, è elemento indispensabile della retribuzione oltre che all'efficienza del servizio reso.

Sul piano normativo e salariale il nuovo modello contrattuale non garantisce ma penalizza e abbassa il livello di vita dei dipendenti pubblici.

La Finanziaria 2010 non contiene risorse per il rinnovo del contratto, che da ora in poi sarà triennale, tranne il pagamento della vacanza contrattuale che ammonta a circa 12 euro lordi mensili pro capite.

Sulla contrattazione  del FUA 2009 a settori Infrastrutture/Trasporti  unificati incombe addirittura lo spettro dell'azzeramento delle risorse a fronte della "mannaia Brunetta" sui fondi unici pesantissima per il MIT.

Cosa dire, poi, dell’aumento dell’età pensionabile per le lavoratrici, della continua criminalizzazione dei dipendenti pubblici finalizzata al furto della dignità, della funzione sociale, del salario fisso, del salario variabile, dei diritti individuali e sociali, di ammalarsi senza perdere salario.

All'introduzione progressiva dei meccanismi falsamente  premiali,  l'Amministrazione del MIT si stà adattando di buona lena, basti pensare alla "pochezza" o all'assenza delle proposte presentate sui nuovi profili professionali, sulla valutazione lavoratori,  sulla formazione, sul riconoscimento del lavoro svolto , sull'organizzazione degli uffici.

Il blocco delle progressioni professionali e le discriminazioni generate dai cattivi accordi del passato hanno mortificato la dignità, lasciato appesi gli idonei,  ridotto le prospettive di chi non è mai progredito fino al clamoroso "voltafaccia" che hanno dovuto subire i lavoratori dell'area A da parte dell'Amministrazione e dei firmatari di quegli accordi (non la RdB) che hanno  sancito  e quindi avallato  tra molte lacrime di coccodrillo la definitiva eliminazione della loro progressione dall'ex area A all'ex area B,  già stabilita  e finanziata con accordo.

La RdB MIT firma accordi solo quando sono a vantaggio dei lavoratori   perchè non subisce ordini di scuderia o diktat di segreterie politiche, e smaschera la svendita dei bisogni dei lavoratori e le menzogne dei sindacati collaborazionisti.

Occorre, quindi, rilanciare al MIT, insieme agli altri ministeri, una vertenza generale che metta al centro i diritti salariali e professionali, blocchi lo smantellamento delle funzioni  ministeriali, che riduce drasticamente i servizi e i posti di lavoro, prospettando mobilità per migliaia di lavoratori.

L’articolata piattaforma dello sciopero rappresenta un ampio ed esauriente programma sul quale costruire mobilitazione, lotta, organizzazione e consenso, fornendo un alternativo e concreto strumento in mano alle lavoratrici e lavoratori.

 
SALARIO
Il potere di acquisto dei salari va salvaguardato, anche, attraverso  l'incremento dei fondi unici e la storicizzazione del premio di produttività collettiva da erogare sotto forma di 14ª mensilità.

Qualsiasi tentativo di introdurre la meritocrazia che rievoca vecchi sistemi clientelari sarà contrastato.
La battaglia continua per la completa pensionabilità dell’Indennità di Amministrazione.

 
RIQUALIFICAZIONE
Gli effetti disastrosi delle procedure di riqualificazione cogestite da CGIL, CISL, UIL, UNSA e FLP sono sotto gli occhi di tutti.

Necessita, pertanto, il coinvolgimento alla lotta e alla mobilitazione dei lavoratori, affinché il diritto di carriera si traduca nella formazione permanente  ed in un passaggio di livello per tutti, a partire dagli esclusi e da chi da anni è intrappolato nella inaccettabile "gabbia delle aree".
 
SERVIZIO AI CITTADINI - ESTERNALIZZAZIONI

La lotta nei Dipartimenti, nelle D.G.T., nei Provveditorati  OO.PP.  è essenziale,  per evitare non solo che dietro al mancato effettivo riconoscimento del Lavoro svolto per i servizi resi ai cittadini, per la protezione civile, per la sicurezza stradale e delle infrastrutture, riemerga l'insidia della esternalizzazione di intere funzioni del MIT, per cui i lavoratori  subiranno la mobilità forzata, ma anche per contrastare il disegno generale di una pubblica amministrazione adattata solo alla logica del profitto delle imprese.

 
23 OTTOBRE 2009

Manifestazione Nazionale
P.zza della Repubblica - ROMA – ore 10
SCIOPERO GENERALE

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