Agosto 2020 MIT facciamo il punto: Lavoro agile, DPCM riorganizzazione, CUG... chil'ha visto 2

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Agosto 2020 MIT: facciamo il punto

Lavoro agile

Il decreto 34/2020 prevede all’art. 263 la cessazione dal 15 settembre p.v. (salvo proroghe) dello smart working come modalità ordinaria di lavoro per i pubblici dipendenti. La prosecuzione di questa modalità di lavoro è prevista per un massimo del 50% dei dipendenti fino al 31 dicembre aumentabile del 60% da gennaio 2020.

La questione più importante è che che fino al 31dicembre si proseguirà per i dipendenti ancora autorizzati al lavoro remoto, in deroga alle normative regolatorie effettive del “lavoro agile” quindi con i criteri generici che hanno caratterizzato e caratterizzano ancora la fase emergenza sanitaria. Una sorta quindi di telelavoro senza regole.

Salvo ulteriori proroghe normative nella PA in generale la confusione regna sovrana. Tuttavia il Ministero per la Pubblica Amministrazione e le OO.SS. hanno firmato un protocollo generale finalizzato a regolare quanto sta avvenendo. USB si farà parte attiva in ogni modo per evitare discriminazioni caos ed "accelerazioni" ingiustificate e dannose per le lavoratrici ed i lavoratori al di la dei presunti o reali vantaggi del "lavoro a distanza" in tempi dipandemia e soprattutto a regime.

Il MIT è tra le Amministrazioni che si sono immediatamente prodigate per "bruciare i tempi" introducendo criteri unilaterali creando non poco caos.

Il Capo del Personale MIT animato da mero “spirito di adempimento” ha emanato una circolare a fine luglio (qui link) che invita i lavoratori, seppure con modalità ambigue a fare domanda per poter rientrare o meno nel suddetto 50%. Ma non si è limitato a questo ed ha introdotto, criteri unilaterali quali la flessibilità mattutina ridotta a mezz’ora ed altro. Gli hanno fatto immediatamente eco alcuni direttori generali e di UMC emanando direttive ancora più confuse con scadenze e criteri improponibili quando non quasi "ricattatorie" (30 luglio)

Premesso che la USB riconosce aspetti positivi all’introduzione del lavoro remoto se regolamentato, anche ai fini delle opportunità per categorie fragili o particolari, ma evidenzia i gravi rischi che già emergono ed il possibilepeggioramento dei diritti del lavoro insiti nello stesso paradigma del lavoro agile a regime, ciò che colpisce e che va respinto nella modalità di azione dell’Amministrazione MIT è la fretta negli atti emanati prima del confronto sindacale previsto.

Si invitano i lavoratori a respingere insieme queste modalità non chiare e soprattutto divisive.

Lo smart working non è un regalo ai singoli lavoratori ma una nuova attitudine organizzativa basata su criteri certi, di rotazione, pari opportunità, trasparenza e mantenimento dei diritti del lavoro.

L’accelerazione del MIT è totalmente inaccettabile per la USB che insieme alle altre OO.SS. ha prodotto il documento congiunto (qui allegato al link) ed ha richiesto l’avvio del confronto (prossima riunione è fissata per il 5 agosto), confronto da proseguire con i passaggi opportuni già dai primi di settembre.

Parallelamente USB sta diffidando i direttori fautori delle suddette "fughe in avanti" unilaterali invitando i lavoratori alla cautela ed all'unità.

In attesa dell’incontro del 5 agosto e dei suoi esiti vi terremo immediatamente informati.

 

Il CUG: per l’Amministrazione, che dimostra malafede, non esiste.

 

L'organismo è stato prima esautorato e non consultato come previsto dalle direttive sia dal Ministro Toninelli che dalla Ministra De Micheli, poi non consultato in occasione del DPCM di riorganizzazione ed ora persino ignorato del tutto in occasione del confronto sullo smart working.

 

Ancora peggio ora l’Amministrazione, essendo il CUG arrivato a scadenza si trincera di fronte alle proteste della USB prima affermando falsamente di averlo convocato e poi che il CUG non è costituito quando è l'Amministrazione che dovrebbe emettere il decreto costitutivo e non lo fa! (decreto del Capo del Personale)

Una Amministrazione sempre più debole perchè autoreferenziale ed in deriva antidemocratica danneggia tutti lavoratori e se stessa.

Se il ComitatoUnico di Garanzia contro le discriminazioni funziona, anche solo come azione di denuncia come dimostrato anche grazie all'operato delle rappresentanti USB in seno all'Organismo da fastidio? Ai lavoratori/lavoratrici da fastidio l'arroganza dell'Amministrazione!

USB ha diffidato il MIT a ricostituire immediatamente e coinvolgere il Comitato senza addurre scuse o falsità.

Riorganizzazione MIT Bozza DPCM 2020

Va detto che, indipendentemente dal merito, il Ministro Toninelli, prima della caduta del Governo precedente aveva portato nel metodo il confronto con i rappresentanti ad un passo in avanti, favorendo, almeno, tempi, informazione, proposte di modifica e posizioni a confronto (vedi qui comunicato 2019 USB MIT).

Il precedente Regolamento di organizzazione risale ormai al 2014. Sotto la calura dei giorni scorsi, anche se in videoconferenza, l’attuale Capo Gabinetto ha incontrato le OO.SS. presentando quindi la nuova bozza di DPCM (Ministero e Strutture di staff) Sebbene i tempi e le scadenze per questo decreto riorganizzativo siano stretti (autunno) l’approccio iniziale con le OO.SS dell’Amministrazione lascia più pensare ad un ritorno al solito passaggio del “sentite” le OO.SS" più che ad un confronto effettivo ed ulteriore, contributo che sarebbe invece importante importante invece vista la drammatica situazione del MIT in tutti i settori (Qui a questo link potete trovare la bozza del DPCM)

USB ha chiesto, dopo aver come le altre sigle espresso la propria posizione sull’impianto del Regolamento proposto, ulteriori passaggi prima di emanare il decreto definitivo, al quale dopo qualche mese seguirà il DM cosiddetto di II livello, che regola in dettaglio l’organizzazione e le declaratorie delle funzioni dei singoli uffici dirigenziali non generali.

La USB aveva dato assenso alla creazione di un Segretariato generale o “terzo dipartimento”, che contenesse e regolasse i settori “trasversalmente”, cioè per gli aspetti comuni e quindi riassumesse in se almeno AA.GG. e personale e settori di informatica, vigilanza e controllo.

Se nella bozza dell’Amministrazione viene inserita, e lo condividiamo se sarà fatta funzionare, la direzione della “Programmazione” nel nuovo terzo dipartimento, si assiste all’ennesimo giro di valzer della direzione AA.GG. che “scivola” ora di nuovo nel Dipartimento “infrastrutture”, cosa difficile da comprendere.

Tuttavia i settori Informatici, che meriterebbero in un ministero come il MIT una ri-programmazione davvero rivoluzionaria rimangono a ben guardare troppo “frammentati” a solo vantaggio dei privati e degli sprechi e precludendo un rafforzamento delle professionalità interne e del controllo (assunzioni e organizzazione). Nessuna volontà, anche per un vero riordino del settore automobilistico a vantaggio del MIT, ad un indirizzo per la soluzione di questioni ACI/PRA/MIT, né assegnazioni di nuove funzioni rafforzate ai Provveditorati e soprattutto chiare.

Dopo il depotenziamento della non operativa (due anni!) ANSFISA che non “garantisce” più la sicurezza ma la “promuove” solamente, grazie alla Ministra in carica (comunicato USB)… ora sparisce nel nuovo testo anche la costituenda “Direzione della Vigilanza e controllo concessionarie” (inutilmente assorbita nell’OIV) di toninelliana ispirazione e che doveva bilanciare la "forma agenzie” mantenendo nel MIT solo le funzioni di vigilanza e controllo. (trasporto aereo ferroviario stradale)

Si perde insomma l’occasione per un atto che indirizzi verso il potenziamento delle strutture centrali e periferiche ormai in crisi spingendo le funzioni all’esterno o mantenendole inefficienti. Ovvero spariscono i buoni propositi ma rimangono Agenzie “baraccone”, Autority, Enti “dorati” e concessionari ben poco controllati.

Peraltro tutto ciò a scapito delle funzioni previste dalla legge per il MIT come le attività di indagine su incidenti ferroviari inserite nel regolamento di ANSFISA e invece previste da un decreto legislativo in capo al citato Ministero; attività queste che in tutti paesi europei sono distinte e separate da chi deve vigilare in via preventiva: duplicazione e sovrapposizione? Qualcuno ci spieghi. Invece per la gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali, sempre in capo al MIT come disposto sempre da un decreto legislativo, il decreto Genova impone che a sovrintendere i sopralluoghi previsti dal decreto sia sempre ANSFISA. USB ritiene necessario per il bene collettivo correggere la deriva che porta il MIT sempre di più a margine ed in subordine riqualificandone il personale già in servizio e procedendo a nuove assunzioni.

Roma, 4 agosto 2020

 

Coordinamento nazionale USB PI MIT www.mit.usb.it

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