Ciclo continuo CED Sedi Centrali MIT USB non sigla il nuovo accordo decentrato sul ciclo continuo

Comunicato informativo ai lavoratori e lavoratrici DGSISC MIT   

 

 

USB NON FIRMA IL NUOVO ACCORDO DECENTRATO TURNI E REPERIBILITA’ DIREZIONE GENERALE SISTEMI INFORMATIVI E STATISTICI 16 febbraio 2016 (qui sotto allegato)

Un accordo confuso che divide i lavoratori dei delicati settori tecnici.  Un’occasione persa per organizzare il servizio ed arginare la privatizzazione dei servizi essenziali.


L’Amministrazione, CGIL CISL UIL e Federazione Intesa hanno ieri sottoscritto l’accordo turni e reperibilità per la DGSISC qui allegato. La RSU, che dovrebbe essere soggetto principale in tali materie decentrate per ora non firma l’accordo e… ci pensa su in attesa di ricevere successive ispirazioni,  a giochi fatti.

La USB P.I., seppure sia stata accolta qualche miglioria di contorno al testo proposto, ha ritenuto l’accordo decentrato molto peggiorativo rispetto all’analogo accordo siglato a giugno u.s. ed incongruente nell’impianto di base, cosa che renderà più difficile il reperimento di risorse certe.

Pertanto non ha siglato l’accordo come meglio esplicitato nella nota a verbale allegata all’articolato.

Nel nuovo accordo ora vigente come proposto dall’Amministrazione, spariscono le turnazioni di 8 ore, fulcro di un impianto a ciclo continuo, lasciando non coperte, dall’accordo stesso, le fasce orarie mattutine del suddetto istituto di presidio continuativo che con l’accordo stesso si dovevano regolamentare. (Tralasciamo qui i riflessi su normative specifiche: servizi pubblici essenziali, tutele, diritto di sciopero, regime indennitario, buoni pasto, pause, ecc. )

Si riduce poi inspiegabilmente il numero dei turnisti oltre i limiti atti a garantire uno svolgimento sostenibile degli istituti stessi durante tutto l’anno. (fino a 5 per il plesso della server farm di  Via Nomentana in Roma!)

In sintesi l’accordo vuole regolare l’orario di servizio nell’arco delle 24 ore per 365 giorni l’anno… ma lo fa solo per una parte delle 24 ore di ogni giorno lavorativo (14.00-08,00) lasciando le altre (8-14) regolate (o meglio non regolate) da un diverso istituto contrattuale il cosiddetto “orario normale” (?) cioè ognuno fa il turno che vuole, il che sembrerebbe un vantaggio per i lavoratori,  ma ovviamente non lo è dato il contesto.

Vale appena la pena di ricordare che “alla tipologia dei turni si ricorre qualora le altre tipologie di orario ordinario non siano sufficienti a coprire l’ORARIO DI SERVIZIO”. 

Un ciclo continuo dis-continuo quindi, cioè una contraddizione in termini, che peraltro costringerà probabilmente a rimetter mano all’accordo stesso in futuro, nella migliore delle ipotesi,   e lascia una situazione confusa che allontana le responsabilità dirigenziali nell’organizzazione del lavoro, rende più difficile la possibilità di rafforzare le professionalità e le tutele, creando terreno vantaggioso per la progressiva introduzione della esternalizzazione di servizi cui l’interesse privato mira.   Basti ricordare i 40 milioni di euro annui spesi per sostenere i servizi informativi del Dip. Trasporti.

Un accordo poco chiaro incoerente, a parere della nostra O.S., con le funzioni più generali svolte dallo stesso Direttore generale della DGSISC Ing. Mario Nobile, Responsabile per la trasparenza del MIT, che non favorisce però la chiarezza neppure nell’Ufficio da lui diretto proponendo un accordo decentrato simile.
Vedremo ora se almeno gli ordini di servizio applicativi della dirigenza saranno resi noti ai rappresentanti sindacali oltre che, si spera, ai lavoratori stessi.

Dopo anni di "sanatoria" quei  sindacati corporativi che vendevano allora ai lavoratori "concessioni sindacali", invece  di garantire certezza dei diritti  e responsabilizzare i dirigenti,  non demordono,  ed ora  accompagnano i lavoratori ad inventarsi alchimie sull'orario di lavoro per coprire i presidi. 

Dovrebbero  i firmatari ora spiegare ai restanti 7000 lavoratori ed oltre del MIT perché essi debbano pagare di tasca propria (40.000 euro dal FUA) per un servizio di un ciclo continuo che ciclo continuo non è, ma che tutt’al più serve a far dormire sonni più tranquilli alla dirigenza durante qualche festività.

USB Pubblico Impiego Ministero Infrastrutture e Trasporti

 

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