UMC PARMA Protocollo Covid19 l'Amministrazione condivide... senza convocare

Parma -

A tutti i lavoratori e le lavoratrici UMC Parma Piacenza Reggio Emilia Modena - Venerdì 15 maggio 2020.

UMC Parma  e sez Uff4/DGTNE  Il direttore ing. Michele Pacciani  convoca le Rappresentanze sindacali per la "condivisione"  del protocollo Covid19 UMC Parma per la "fase 2", ma c'è il trucco...   voleva solo "sentire" i sindacati e a quanto pare neppure ascoltarli...
Ad una settimana dal nostro comunicato "UMC Parma Non riaprire senza regole" (vedi sotto)  e dopo l'incontro con le sigle sindacali, seppure presenti la sola USB PI e la RSU dell'UFF4,  il direttore dell'UMC, calpestando le relazioni sindacali gioca scorretto.

Infatti, mentre i contratti e le norme straordinarie attuali prevedono il confronto e la definizione di protocolli condivisi anche e soprattutto a livello decentrato in oggetto,  il suddetto dirigente prima ha convocato le O.S. su un documento da condividere, poi lo ha cambiato, peraltro mantenendone l'impianto sostanzialmente "arido"  ed infine lo ha emesso  senza chiedere alcuna ulteriore condivisione.

Un chiaro atteggiamento non solo antisindacale ma peggio, beffardo nei confronti dei lavoratori.

Nel merito,  come peraltro era stato fatto subito presente dalla nostra sigla così come dalla RSU in riunione, l'ordine di servizio era e rimane fortemente carente nella forma e nella sostanza e questo può mettere a rischio i lavoratori e creare difficoltà nello svolgere il lavoro in modo efficiente e con procedure chiare.

Anche in previsione delle prossime direttive (riunione a livello Dipartimentale del 20 maggio p.v.) è necessario ricondurre le relazioni sindacali nel corretto alveo a vantaggio di tutti.

ll suddetto ordine di servizio  (che qui a questo link si allega)  - Ordine di servizio datato 11 .05,2020 - è numerato n. 2 del 2020.

Due soli ordini di servizio nel 2020 (il precedente riguardava una proroga di termini),  quando altri direttori di UMC,  sono giunti al ventesimo e li hanno condivisi effettivamente con le OO.SS.
 

Senza entrare, per il momento, troppo nel merito ancora confidando in un confronto migliorativo,  evidenziamo solo che  l'ordine di servizio suddetto emesso unilateralmente dall'Amministrazione:
 

--è una sorta di continuo ed impersonale richiamo al si dovrà/dovranno che lascia tutti nel dubbio.  Nessun dubbio sul fatto che  si cerca invece di scaricare le  responsabilità su lavoratori e 'capi settore'.

 
--attività delicate saranno rese di "norma"...  ma anche no.   Troppa discrezionalità per chi deve  organizzare, eseguire,  nonchè per l'utenza,   renderà  difficile il contenimento del rischio.


--le mascherine?  si ci  sono ma... non vanno bene.  Infatti se ne useranno altre fornite dalla DGT... però non si sa quando  (?)   Oppure:  vanno utilizzate le "FFP2"  in certi casi ma...  non ci sono.
 

--di "norma" i documenti saranno scambiati per via telematica "oppure" con la "cassettiera",  senza capire bene anche qui chi porrà i vincoli alle esigenze dell'utenza o ne regolerà almeno il comportamento.

--nel documento permane poi il continuo richiamo al miracoloso "minisito" che a meno che non sia stato equipaggiato con l'intelligenza artificiale, sarà gestito ancora con la pazienza dei lavoratori/lavoratrici,  obbligati ad armarsi ancora una volta del proverbiale "fai da te",  e partire.

--gli esami non si fanno e non si sa come si faranno e quando si faranno...  ma i lavoratori devono intanto  adeguare le sale esami teoria (sic!)  Si sa "gli esami non finiscono mai"  ma questo è un vero capolavoro di illogicità.

--continui sono poi i richiami all'operoso RSPP (appalto esterno),  quasi fosse il garante assoluto,  quando la fonte di prevenzione effettiva e di informazione successiva deve essere l'integrazione, ed il progressivo adattamento,  del D.V.R.  e che deve essere un atto  scritto  dal Datore(RSPP) consultando Medico Competente ed RLS.  (Art. 35 comma 4 dlgs 81/08)
E questo renderebbe gli ordini di servizio operativi molto più snelli e,  possibilmente, più incisivi e meno vaghi.

E così via, scorrendo il testo...


Infine per quanto riguarda appunto  i RLS   (Rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza) purtroppo corre obbligo evidenziare che se ne è persa un po' traccia e, va detto,  per responsabilità solo parziale del Datore di Lavoro.

Infatti, dopo ripetute richieste di informativa della USB, il direttore ha ieri informato la nostra sigla, ed immaginiamo anche tutte le altre,  che tutti e tre i RLS Parma, Reggio Emilia e Modena...  si sono dimessi, mentre a Piacenza non c'è neppure un RLS.

Dopo le recenti dimissioni di componenti RSU,  sembra di essere di fronte ad una pandemia!  

Ci scusiamo per la battuta poco felice,  ma l'assenza degli RLS se perdura ovviamente danneggia i lavoratori e  ne auspichiamo tutti una urgente rielezione,  essendo come noto figure essenziali per la prevenzione di tutti rischi a partire oggi dall'emergenza sanitaria in atto, per finire non da ultimo alla rilevazione del rischio correlato allo stress lavorativo. (Art.  28 d.lgs 81/08)
 

La USB Pubblico Impiego ha richiamato in data odierna l'Amministrazione (direttore UMC Parma e p.c. il direttore DGTNE) al rispetto delle relazioni sindacali ed ha  chiesto all'ing. Michele Pacciani di annullare l'ordine di servizio e di riconvocare urgentemente le OO.SS., vedendosi diversamente la Scrivente costretta a mettere in campo tutte le necessarie iniziative di contrasto a tutela dei lavoratori.

Parma, 15 maggio 2020

p/USB Pubblico Impiego
Ministero Infrastrutture e Trasporti -  Motorizzazione Civile              

 Qui sotto la documentazione  allegata

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