Motorizzazione Parma Piacenza Modena Reggio Emilia USB misure anti-Covid insufficienti ATTIVATO IL CONFRONTO applicazione dpcm attività indifferibili e Protocollo Sicurezza MIT

Parma -

 

 

UMC DI PARMA E SEZIONI COORDINATE DI REGGIO EMILIA, MODENA E PIACENZA EMERGENZA COVID19 - applicazione del dpcm 3 novembre 2020 (attività indifferibili) e del Protocollo Sicurezza MIT del 30 ottobre 2020

Come anticipato con precedente comunicato, in data odierna 11/01/2021 si è tenuta la riunione sul confronto relativo all’applicazione del protocollo Sicurezza e Lavoro agile richiesta dalla nostra O.S..

In breve le problematiche riferite dai lavoratori sono state sintetizzate da USB nei seguenti punti:

  • Troppa presenza nelle varie sedi. Le percentuali di presenza sono troppo alte rispetto a quelle concordate nel protocollo firmato il 30/10/20 e comunque certamente migliorabili.

  • Mancanza di riferimenti su limitazione drastica delle presenze alle attività indifferibili nel caso in cui si dovesse entrare in zona rossa (misure e maggiori tutele non adottate tra i giorni festivi scorsi)

  • Chiarimenti su informazioni sullo svolgimento del lavoro agile da fornire ai lavoratori (possibilità di effettuare lavoro straordinario anche se si è in lavoro agile)

  • Non “frazionare” il lavoro agile nelle giornate in cui i lavoratori sono posti in presenza in ufficio al mattino (non si eviterebbe lo spostamento, si creerebbe assembramento per la timbratura pausa pranzo, potrebbe non essere riconosciuto il buono pasto, ma soprattutto si creano condizioni sfavorevoli per il rischio contagio e per il lavoratore, sia dal punto di vista organizzativo per chi viaggia anche con mezzi pubblici, sia dal punto di vista economico)

  • Il controllo obbligatorio della temperatura non viene effettuato con regolarità. Esistono diversi accessi non controllati.

  • USB chiede una programmazione mensile standard sulle giornate assegnate in lavoro agile, per consentire migliore organizzazione dell’Amministrazione nei vari reparti, e del lavoratore per una propria personale organizzazione familiare e non “a vista”.

  • Il dirigente dell’ufficio deve sottoscrivere i turni di presenza del personale di tutte le sedi proposte dai responsabili (DM Funz. Pubblica 19 ottobre art. 3 co. 1)

  • USB ha chiesto, ai sensi del punto 11 del protocollo anticovid MIT vigente, la trasmissione di una copia dell’integrazione COVID del DVR (procedure ed azioni prevenzione rischio specifico)

Al confronto erano rappresentate oltre ad USB PI altre OO.SS. Territoriali (CGIL FP e CISL FP) e singoli componenti RSU.

Il primo dato sconfortante è che la RSU, è apparsa purtroppo ancora divisa con componenti concentrati su posizioni non generali o limitate alla “propria sigla sindacale” (sic!) non ha espresso una posizione unitaria in merito alle problematiche rilevate dai lavoratori nonostante i solleciti formali in tal senso della componente eletta a suo tempo nelle liste USB.

Auspichiamo che la RSU voglia chiedere un incontro di contrattazione per l’orario di lavoro come tuttavia accennato.

 

Un breve intervento è stato effettuato da altre sigle sindacali che tuttavia non hanno evidenziato criticità neppure a fronte di dati forniti dall’Amministrazione stessa che evidenziano molte incongruenze in tutte le sedi.

L’Amministrazione, ritiene di aver fatto il possibile per assicurare la percentuale più alta di lavoratori in lavoro agile, sostenendo però che molti lavoratori si rifiutano di svolgere il lavoro agile e va detto che certamente non vengono messi nelle condizioni favorevoli per poter acconsentire ad una modalità che tuttavia, nella grave situazione epidemiologica in atto, deve essere coercitiva nei limiti minimi stabiliti e non opzionale.

USB ha evidenziato che si può fare molto di più soprattutto per evitare il dato di fatto di una rischiosa densità quotidiana tra utenza e dipendenti, limitando la presenza ai soli lavoratori giornalmente impegnati nelle attività da svolgere necessariamente in sede e spingendo per gli altri, come la legge ed i protocolli consentono, anche molto oltre il 50% il lavoro in remoto soprattutto in relazione alla possibile recrudescenza della emergenza sanitaria.

Infatti escludere dalla media giornaliera le attività non “smartabili” equivale di fatto a tenere praticamente aperti gli uffici quasi come in tempi non emergenziali come i dati forniti dall’Amministrazione confermano.

Insomma una situazione di esposizione inutile al rischio che caratterizza purtroppo molti Uffici della Motorizzazione Civile che sono settori operativi molto esposti.

Per USB si può e si deve fare di più!

Attendiamo ora il resoconto sintetico per riscontrare quanto verrà recepito sulle richieste della USB e, come sempre, vi terremo aggiornati!

USB PI Federazione Emilia - USB MIT Unione Sindacale di Base – Pubblico Impiego

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